mercoledì 6 aprile 2011

Lettera aperta da donna a donna

E' di te che parlo oggi e spero di farlo in maniera dura ma rispettosa.
Te che non hai conoscenza di me, quasi alcuna, e io di te altrettanta.

Di te, che sei nella mia memoria grazie ai vent'anni che col tuo compagno io ho diviso, in un'amicizia mai invadente, discreta, fatta di piccole cose e di poche parole. Un'amicizia "normale", "semplice", non di quelle appiccicose ed esclusive, fuori contesto, ma che implica una riflessione, mi esorta ad interrogarmi su un pezzo della sua vita. Te che ci sei sempre stata, nelle sue parole, nelle sue decisioni, nelle sue percezioni e che oggi sembri essere scomparsa, quasi nel nulla, inghiottita da un'improvvisa infantilità.

Io non ho certo le parole giuste, non ho nemmeno alcun diritto al giudizio, non ho forse la dimensione adatta della situazione, ma ho sempre la presunzione di nutrire pensieri pertinenti, schietti e soprattutto leali.

Leali perchè provo ad immedesimarmi con onestà. Tante volte ho provato in diverse circostanze sentimenti contrastanti. Opposti e frastornanti. Ti dedico questi pensieri leali con sincerità d'intento, senza presunte manie di grandezza o superiorità, nè mi permetterei mai di sindacare sulle scelte altrui o di cambiarle, perchè forse sarebbe peggio tornare indietro. Però un paio di appunti ce li ho. E sarò dura.

Innamorarsi di qualcuno è lecito. Smettere d'amare lo è altrettanto. Mentire per salvarsi no. E' sporco.
Inizio così la mia arringa perchè penso che la tua intelligenza superi le formalità di un prologo amorevole.
Ho la presunzione di capire molte donne, ho anche la presunzione di non dimostrare affezione o interesse per nessuna delle conoscenti che frequento ed è una difesa più che un atteggiamento distante, ho anche la presunzione di giudicarle spesso per la loro inadeguatezza. Perchè a troppe non somiglio affatto.
Ma sono anche io una giovane donna, come loro, ho sbagliato e continuerò a sbagliare miseramente, sentendomi per prima io inadeguata, pentendomi di alcune scelte, o delle modalità di azione nel fronteggiarle e lasciandomi alle spalle il giudizio altrui. Ma con molto orgoglio ho troncato, con molta severità ho abbandonato, ho ceduto a ritorni di fiamma fittizi, ho tradito faccia a faccia, senza pudore, per inseguire un'adrenalinica sensazione e con molta rigidità ho giudicato passato chi passato ancora non era, ho sfruttato sintonie fisiche, alchimie psicologiche, ho spremuto a fondo intese mentali con l'altro sesso per trarne beneficio, senza alcuna tenerezza,  ma in tutto questo non mi sono mai permessa di giocare sul filo della bugia "bianca". Quella detta per non infierire ancora. Quella inutile. Illusoria e cattiva. Quella perbenista, quella che sa di crudeltà perchè nasce dentro chi è più avulso dal sentimento.
Forse la mia schiettezza e la mia noncuranza per ciò che è eticamente condivisibile, sono state le motivazioni più importanti della fine delle mie storie più importanti. E sono spesso le motivazioni che spingono tante donne a incorrere in grossi errori di valutazione. Io come tante altre. Niente di più. Per questo non voglio che tu mi legga con malizia e con sospetto perchè io mi considero esattamente prevedibile come tante altre.

Però tu hai fatto di più. Non si tratta di illudere qualcuno fingendo che tutto sia tornato, dopo la tempesta, quieto. In un amore finto, fragile e costruito appositamente per il terrore di perderlo, alimentato da un'abitudine, forse, da una convinzione, da una sceneggiatura scritta molto bene da chissà quanto.
Qui, l'assurdità della faccenda si incastra fortemente col sapore dell'inaspettato. Della sorpresa assoluta. Dell'assenza di una crisi, di una lite, di una noia manifesta. Qui si tratta di non mostrare in nessun luogo, in nessun modo, in nessun istante quel distacco utile a costruirsi una vita parallela. Qui si sta parlando di chi un giorno prima sventola "amore", fa progetti di convivenza, organizza il suo tempo in virtù di una persona e di un legame che può muoversi, lasciare la propria origine e le proprie sicurezze nella quotidianità e il giorno dopo misteriosamente spostarsi. Far crollare tutto, smettere d'amare. Come se fosse un interruttore in cui tramite "ON e OFF" si può decidere cosa fare di una vita. E compare un'altra persona, pronta a iniziare un'altra avventura con un eccelso sconosciuto.

Tu, che sempre hai dimostrato lucida riflessione in quasi tutto ciò che hai fatto, tu che hai superato distanze incolmabili.Tu che oggi strumentalizzi un abbandono, svestendo di dignità una storia e continuando a mentire. Senza motivo.

E ti affidi, al futuro, all'inconsapevolezza, all'incoscienza: l'inatteso sconosciuto che, non soltanto non conoscerà la tua evoluzione, non ha idea di chi sei stata, per di più molto probabilmente non ha idea di chi tu sia oggi. Ma non escludo che domani avrete tanto in comune. In questi casi mai darsi per scontati.

E ti auguro di trovare ciò che stai cercando. Questa rivoluzione interiore che hai smesso di rincorrere tra le pareti di casa tua, tra le persone care, tra le tue reminiscenze e rincorri oggi verso l'ignoto. Questo ignoto che sbuca via dai tuoi affari passati, a cui non devi rispondere dei tuoi fallimenti, a cui non devi rispondere delle tue insicurezze, per cui non devi litigare per disattese previsioni, per cui non devi ostentare certezze.
Perchè non potrà superarti nella coscienza di te stessa. Perchè sarà comodo affidarsi a chi non può sindacare sul tuo operato e perchè ti sosterrà anche negli errori, talmente poca ha considerazione del tuo essere.

Perchè quando si sbaglia e si è amati davvero si punisce. Ci si invita a risorgere e a reinventarsi. Si è severi. Si è impositivi. Si freme per giungere a destinazione. Perchè chi ha delle doti non può lasciarle assopire nella pigrizia e nella viltà. Perchè chi possiede capacità deve combattere. Non può scappare.

Non si sta con le mani in mano aspettando una novità. Non si sta a casa, chiusi in una finta insoddisfazione aspettando l'ignoto che ti scuota. Perchè niente sarà mai abbastanza ignoto se ad ogni passo fuori dal seminato ci si sorprende.

La scossa arriva quando riconosci che ciò che possiedi è ciò che di meglio puoi desiderare. Quella è la vera grande sorpresa.Fin quando questa condizione non la realizzi, sarai sempre insoddisfatta, annoiata, spenta.
Ed è inutile fuggire dal certo per l'incerto. E' questione di tempo. Prima o poi, dentro te, rinascerà quella sensazione. Non motivare così la tua fuga. Non la contestualizzare in una relazione vuota. Dalle una motivazione degna.

Spiega piuttosto che persino questa decisione, così netta, sproporzionata agli occhi di tutti, ha una sua logica, ha una storia e sebbene sia scomoda e spiacevole ha una sua spiegazione.

L'amore non muore d'improvviso.
Penso di poter dire che questo sentimento, così viscerale, nasce e muore inspiegabilmente. Non ha motivazione logica, non ha un'evoluzione razionale. Ma nessuna delle due fasi, la nascita e la morte di questo sentimento, sono "improvvise". MAI.
Sono le bugie, le ignobili mezze verità, gli inspiegabili silenzi, la facilità nel concedersi che dimostrano quanto tempo prima sia nato il dubbio, quanto tempo prima si sia scatenato il meccanismo dell'abbandono.
E' finito il tuo amore, e può finire a chiunque. Non sarai la nostra lettera scarlatta. Nasce e muore in tutti, tante volte risorge e si ricostruisce. L'amore per se stessi è già più complicato.
Però sii onesta fino in fondo, dì le cose come stanno, dì che hai smesso d'amare.
Non giustificarti, questa è parte della natura malvagia. Non lasciare aspre speranze. Aride ipotesi.
Dillo. Lascialo libero d'amare ancora. Lascialo libero di aspettarsi di più dalla vita.
Lascialo consapevole di spendersi per altri. Lascialo andare. Non legarlo a te con queste bugie per risparmiare infantili gelosie. Tra un mese, o tra due, sarete pari.
Nella vita la verità paga. E l'onestà è una cosa che si ha o non si ha.
Non si paventa. Perchè poi arriva l'attimo in cui la si deve dimostrare chiaramente.
Esci l'orgoglio d'essere un essere pensante. Escitene con dignità.
Perchè tutti conosciamo le tue grandi qualità morali, le tue grandi capacità.
E non puoi deluderci persino qui, dove la cosa più semplice è dire la verità.

Questa è una lettera aperta ad una donna che non conosco bene, che mi sarebbe piaciuto conoscere meglio perchè forse le avrei potuto dare una pacca sulla spalla quando la negatività ha preso possesso di qualche suo pensiero.
Questa è una lettera rivolta ad una donna intelligente, che non prendo con grazia e gentilezza ma con estremo senso pratico, perchè so che lei in questo primeggiava.
E so che la sua perspicacia saprà decifrare la storia che sto raccontando. E non la strumentalizzerà. Saprà cogliere l'affetto e la lealtà di tutte le parole. Di questi pensieri sinceri e arrabbiati.

Con affetto. Buona vita.

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