sabato 8 gennaio 2011

Neve, bianca, neve...

Sulla Neve ad un passo dalla punta più alta. Il freddo non spaventa. Taglia.
Qualche tentativo di equilibrio in un sentiero innevato, con un maestro, degli scarponi, il sole e lo skilift. Il mio "début" sullo skilift dei bambini ha lasciato il segno. Ma non ero l'unica tardona. C'era tanta gente oltre i 5 anni come me, alle prime armi, scoraggiatissima. Salendo sulla collinetta pensavo di cadere. Perchè in effetti son caduta persino dallo skilift dei lattanti. "Ma nello sci se non cadi non impari!"
Così mi hanno consolato.
E lì in fondo, con lo skilift per i bambini tra le gambe, mi sentivo brava alla quarta risalita, quando all'improvviso, cado, scivolo, perdo controllo. Ho una paura paralizzante! La velocità che d'improvviso prendo anche nelle cunette dei bambini mi blocca! Dico a me stessa che ho sbagliato vacanza, se comincio così finisce male. All'ennesima scivolata, pianto i polsi. Non l'avrei mai dovuto fare. Impreco perchè avrei dovuto protestare. Poi mi rialzo, i piedi sono congelati da scarponi enormi e antiestetici, riprendo a scendere perchè giù devo arrivare per forza, curvo senza alcun criterio, vorrei non scivolare, star ferma. Riesco con strane forze a star ancora in equilibrio sia pure precario, il mio corpo sembra non seguirmi. Ci provo. Tutti i bambini cadono in questa pista, piangono disperati e si rialzano, senza problemi, dai due anni in su. A me sembra che a 26 ricchi anni mi stiano punendo per qualche misfatto. "Forse avrei dovuto cominciare col fondo" - dico a me stessa, quasi per giustificare una difficoltà motoria da ottantenne.
Ma le curve sembrano sballarmi il cervello, mi confondono le variazioni di peso, non so come gestirle e mi ripeto, quasi come una preghiera: - "a destra il peso, giri a sinistra, a sinistra il peso e vai a destra", poi prendo velocità e mi si intrecciano le gambe, le cunette sono ghiacciate perchè siamo all'ombra, lo spazzaneve traballa e giùùùùùùù; nella migliore delle ipotesi lo controllo e gioisco in silenzio e con vergogna, come fosse un podio.
Al secondo giorno, quando mi sentivo a stento capace di starci sopra, dopo aver regalato un centino all'istruttore pluriqualificato, ho scelto la lezione privata. Lui mi pregava ed incitava con un insopportabile "vitesse, vitesse!!!", macché vitesse, già se sto in piedi mi devi ringraziare. La velocità in macchina è già pericolosa. Sugli sci non ci penso proprio. E poi continuava... "tu as peur!, tu dois faire le chaisseneige!" - come se fosse fare la dama ad un bambino. Un attimo no??? Mi devo ambientare, siamo a -12, ho i geloni, il mio zito fa le piste nere e mi sento invalida a confronto, dammi tregua!

Sono arrivata integra all'ultimo giorno. E' chiaro che il mio impegno sullo sci non ha dato grandi risultati, mi sono anche arrabbiata con me stessa e con chi mi ci ha portato qui a prendere culate inutili. Però son sicura che altrove mi rifarò, a scacchi per esempio posso ancora migliorare, a ping pong ero bravissima. Non sullo sci, ovviamente, vale per la prossima vita un futuro da sciatrice.

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